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Residui attivi relativi all’avanzo di amministraz.
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ARGOMENTO: Residui attivi relativi all’avanzo di amministraz.

Residui attivi relativi all’avanzo di amministraz. 11 Mesi fa #10832

Carissimi,
recentemente, il mio Istituto superiore è stato oggetto di ispezione amministrativa da parte di un revisore dei conti. Al termine dell’ispezione, il revisore ha contestato la gestione dei residui attivi dal 2007 in poi, adducendo che tali residui dovevano essere radiati in base alla circolare USR Puglia n.1525 del 15/02/2011 di cui ne allego una copia digitale.
Fermo restando il consistente ammontare di tali residui a cui si collega l’inevitabile rischio di incorrere, qualora vengano radiati “in toto”, in un disavanzo di amministrazione (anche alla luce della predisposizione del Programma annuale 2013, ad esempio, che ha tenuto conto, in sede di programmazione finanziaria, di tali residui), gradirei avere un vostro autorevole consulto in merito ai seguenti quesiti:
- se esistono procedure scritte ed inequivocabili che disciplinino organicamente la gestione dei residui attivi accumulati che, come nel mio caso, concorrono alla determinazione dell’avanzo di amministrazione (pertanto radiandoli “ex abrupto”, si incorre inevitabilmente nel disavanzo di amministrazione senza altre “ancore di salvataggio”);

- se esiste un limite temporale ovvero una finestra temporale (ad esempio entro il 2009 ovvero dal 2007 al 2009 o dal 2007 al 2011, ad esempio) entro cui i relativi residui debbano essere improrogabilmente radiati.
Ringrazio in anticipo per il tempo che vorrete dedicarmi. Dario Giuliano.
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Residui attivi relativi all’avanzo di amministraz. 11 Mesi fa #10834

  • Roby
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dariogiuliano ha scritto:
Carissimi,
recentemente, il mio Istituto superiore è stato oggetto di ispezione amministrativa da parte di un revisore dei conti. Al termine dell’ispezione, il revisore ha contestato la gestione dei residui attivi dal 2007 in poi, adducendo che tali residui dovevano essere radiati in base alla circolare USR Puglia n.1525 del 15/02/2011 di cui ne allego una copia digitale.
Fermo restando il consistente ammontare di tali residui a cui si collega l’inevitabile rischio di incorrere, qualora vengano radiati “in toto”, in un disavanzo di amministrazione (anche alla luce della predisposizione del Programma annuale 2013, ad esempio, che ha tenuto conto, in sede di programmazione finanziaria, di tali residui), gradirei avere un vostro autorevole consulto in merito ai seguenti quesiti:
- se esistono procedure scritte ed inequivocabili che disciplinino organicamente la gestione dei residui attivi accumulati che, come nel mio caso, concorrono alla determinazione dell’avanzo di amministrazione (pertanto radiandoli “ex abrupto”, si incorre inevitabilmente nel disavanzo di amministrazione senza altre “ancore di salvataggio”);

- se esiste un limite temporale ovvero una finestra temporale (ad esempio entro il 2009 ovvero dal 2007 al 2009 o dal 2007 al 2011, ad esempio) entro cui i relativi residui debbano essere improrogabilmente radiati.
Ringrazio in anticipo per il tempo che vorrete dedicarmi. Dario Giuliano.


Provo a dire la mia opinione con la precisazione che è ben lontana dall’essere “autorevole”.
Che io sappia non esiste un arco temporale entro cui deve obbligatoriamente essere radiato un residuo attivo (mentre per i residui passivi può essere applicato il principio secondo il quale vengono mantenuti in bilancio per due esercizi finanziari successivi a quello in cui è intervenuto il relativo impegno, quindi vengono considerati perenti ed eliminati dalle scritture relative al bilancio dello Stato).
Quella di mantenere o radiare i residui attivi è una decisioni dell’amministrazione.
Ovviamente deve essere motivata.
Ritengo che, di norma, se si è rispettato quanto prescritto dall’art. 3 comma 3 del DI 44/2OO1 e successivamente la nota MIUR prot.n. 9537 del 14 dicembre 2OO9 non ci dovrebbero essere problemi.
Comunque escludo la possibilità di realizzazione di disavanzo di amministrazione semmai si può avere disavanzo di competenza che non è per niente preoccupante, anzi.
Occorre assolutamente escludere l’eventualità che radiando i residui attivi ci si possa trovare con un possibile disavanzo di amministrazione a fine esercizio.
Quindi è imperativo che prima di procedere alla radiazione occorre riprogrammare le spese (con riduzione) per “coprire” il mancato introito dei residui attivi che si intende radiare. A fine esercizio, se e nella misura in cui le spese riprogrammate lo consentono, si può procedere alla radiazione (così ci si può conformare alle indicazione dell’USR di riferimento e … ai revisori).
Saluti.

Re: Residui attivi relativi all’avanzo di amministraz. 11 Mesi fa #10835

  • Domenico
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dariogiuliano ha scritto:
Carissimi,
recentemente, il mio Istituto superiore è stato oggetto di ispezione amministrativa da parte di un revisore dei conti. Al termine dell’ispezione, il revisore ha contestato la gestione dei residui attivi dal 2007 in poi, adducendo che tali residui dovevano essere radiati in base alla circolare USR Puglia n.1525 del 15/02/2011 di cui ne allego una copia digitale.
Fermo restando il consistente ammontare di tali residui a cui si collega l’inevitabile rischio di incorrere, qualora vengano radiati “in toto”, in un disavanzo di amministrazione (anche alla luce della predisposizione del Programma annuale 2013, ad esempio, che ha tenuto conto, in sede di programmazione finanziaria, di tali residui), gradirei avere un vostro autorevole consulto in merito ai seguenti quesiti:
- se esistono procedure scritte ed inequivocabili che disciplinino organicamente la gestione dei residui attivi accumulati che, come nel mio caso, concorrono alla determinazione dell’avanzo di amministrazione (pertanto radiandoli “ex abrupto”, si incorre inevitabilmente nel disavanzo di amministrazione senza altre “ancore di salvataggio”);

- se esiste un limite temporale ovvero una finestra temporale (ad esempio entro il 2009 ovvero dal 2007 al 2009 o dal 2007 al 2011, ad esempio) entro cui i relativi residui debbano essere improrogabilmente radiati.
Ringrazio in anticipo per il tempo che vorrete dedicarmi. Dario Giuliano.


Ad integrazione di quanto postato da Roby.

I residui attivi vanno radiati quando è certa la loro inesigibilità.
All'uopo è utile leggere anche la nota prot.n. 0044455 del 07/04/2008 della MEF – Ragioneria Generale dello Stato.


Di seguito nota di Reginaldo Palermo del 22/04/2013 (Tecnica della Scuola):

La circolare del MEF del 18 aprile mette una pietra tombale sui residui attivi che le scuole vantano nei confronti del Miur. Si tratta di una quantità ingente di denaro (non meno di mezzo miliardo di euro) che le scuole ha anticipato e che quasi certamente verrà cancellata dai bilanci delle istituzioni scolastiche.

Con la circolare del 18 aprile il Ministero dell’Economia ha deciso di fatto che i residui attivi che le scuole vantano nei confronti del Ministero dell’Istruzione si devono intendere sostanzialmente radiati dai bilanci delle Istituzioni scolastiche.
In altre parole le scuole che hanno pagato con proprie risorse spese che avrebbero dovute essere coperte con fondi statali non avranno diritto di ricevere alcun “rimborso”.
Come dire che le scuole “virtuose” che hanno gestito bene e con oculatezza i propri bilanci saranno castigate.
Saranno invece di fatto premiate proprio quelle scuole che non hanno pagato tempestivamente forniture e prestazioni professionali in quanto a queste ultime verranno accreditati i fondi necessari.
In realtà la circolare si è resa necessaria per fornire indicazioni su come applicare nella scuola le norme del D.L. 35/2013 che prevede il pagamento in tempi certi delle forniture esterne.
Anche il Miur è intervenuto sulla questione con una propria nota esplicativa precisando che la rilevazione non riguarda i pagamenti verso il personale.
Questo significa che le scuole che devono ancora liquidare compensi al proprio personale per supplenze, commissioni d’esame e per altre attività svolte negli anni passati dovranno attendere ancora.
Ma l’aspetto più grave della circolare del MEF riguarda il silenzio assoluto sulla vicenda dei residui attivi cioè su quelle somme che il Ministero aveva a suo tempo “promesso” alle istituzioni scolastiche e che non sono mai state erogate.
Secondo un calcolo approssimativo i residui attivi che le scuole vantano nei confronti del Miur superano sicuramente il mezzo miliardo di euro. Si tratta per lo più di fondi relativi agli anni finanziari tra il 2006 e il 2009 che dovevano servire per pagare supplenze e compensi accessori al personale docente e Ata. All’epoca, la stragrande maggioranza delle scuole aveva sopperito utilizzando risorse proprie (risparmi derivanti da una parsimoniosa gestione dei fondi per il funzionamento amministrativo e didattico, contributi delle famiglie, contributi degli Enti Locali).
Adesso a queste stesse scuole MEF e Miur e mandano un messaggio chiaro: “Se avete pagato senza che noi vi mandassimo i fondi, è perché avevate la cassa piena. Quindi non vi daremo più nulla”.
La buona educazione avrebbe voluto che un messaggio del genere si chiudesse almeno con un “grazie”. Ma di questi tempi chi lavora nella scuola sa bene che questa parola è ormai scomparsa dal lessico degli uffici minsiteriali.

Allego altresì n. 02 note da leggere.
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Ultima modifica: 11 Mesi fa Da Domenico.
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